Sabato 20 Ottobre 2018

Negli ultimi decenni l’allevamento degli uccelli indigeni europei, i fringillidi in particolare, ha registrato un forte incremento, duvuto, in gran parte, sia alle leggi in materia, inerenti la salvagurdia della fauna autoctona europea, che ne vietano la cattura, il commercio e la detenzionene, sia al fatto che molti allevatori di canarini, al fine di dare nuovo impulso al loro hobby, hanno deciso di cimentarsi in tali nuove esperienze di allevamento ritenendole più interessanti ed eccitanti dei “soliti” canarini. Il “cambio” di allevamento pone una serie di interrogativi relativi al tipo di alimentazione più adatta, diversa da quella, eventualmente, usata per i canarini: misto di semi, pastoncini, proteine, verdure, ecc..

In questo articolo approfondiremo l’alimentazione “proteica’, ovvero le proteine animali, in particolare “metteremo a fuoco” la metodologia di preparazione e di conservazione delle larve in modo che ne sia garantita la loro genuinità. Nell’alimentazione dei Fringillidi europei, le proteine animali giocano un ruolo molto importante, oserei dire fondamentale, in modo particolare per alcune specie: Ciuffolotti, Fringuelli, Peppole, Frosoni ed in misura minore per Cardellini, Lucherini, Organetti, Fanelli, Verzellini, Verdoni, Venturoni, ecc..

Gli alimenti “fonti” di proteine animali che normalmente vengono utilizzati in allevamento sono molteplici e di origine diversa. Alcuni vengono utilizzati mischiati ai pastoncini del commercio per integrarne ed elevarne il livello proteico, oppure forniti “tal quali”: caseina in polvere (estratta dal latte), uova di gallina, uova di formica, insetti e larve di insetti (coleotteri). Nell’allevamento dei Fringillidi europei, ma più in generale nell’allevamento degli uccelli, le proteine animali più appropriate, ovviamente, sono quelle che gli uccelli assumono in natura, ovvero gli insetti e le loro larve. Avete mai visto o sentito parlare di uccelli selvatici che si nutrono di uovo sodo, gamberetti liofilizzati o caseina? Tali alimenti “sostitutivi”, a mio avviso, sono una “forzatura” e vengono impiegati per la loro comodità, facilità d’uso e di reperimento, ma non sempre risultano adatti allo scopo. Per l’allevamento in cattività sono disponibili larve ed insetti di tutti i tipi, di diverse dimensioni e per tutte le necessità, da quelli più comuni: grilli, tarme della farina (Tenebrio molitor), tarme buffalo (Alphitobius diaperinus), larve della mosca carnaria (Sarcophaga haemorrhoidalis), camole del miele (Galleria mellonella), a quelle più ... ricercate e di difficile reperimento: larve del baco da seta (Bombyx mori), larve di cavolaia (Pieris brassicae), larve di rapaiola (Pieris rapae), larve di tignola, larve di maggiolino (Melolontha melolontha), ecc..

Gli insetti sono una eccezzionale fonte di proteine nobili, vitamine e minerali, oltre che di altre sostanze nutritive essenziali:

  • ferro
  • rame
  • zinco
  • tiamina
  • riboflavina ecc..

Un insetto essiccato contiene fino al 60% di proteine. Le larve, rispetto agli insetti, hanno un contenuto maggiore di grassi e quindi molto indicate nell’allevamento dei piccoli nei primi giorni di vita. Tali larve sono generalmente aggiunte al pastoncino all’uovo e vengono consumate in grande quantità dai genitori soprattutto durante i primi giorni di vita dei piccoli. Tuttavia l’uso di tali larve allo stato vivo è molto rischioso in quanto possono essere contaminate e quindi veicolare tutta una serie di batteri e germi patogeni che possono minacciare la salute degli adulti e la vita dei piccoli. E' quindi vivamente, non solo consigliato, ma strettamente raccomandato di fornire tali larve preventivamente bollite e congelate.

Esistono già in commercio, nei negozi specializzati, insetti e larve già sterilizzati e congelati pronti per l’uso, provenienti dal nord Europa (Belgio in particolare): larve della mosca carnaria (alias cagnotti, o bigattini), tarme della farina, tarme buffalo, camole del miele e grilli. In commercio si possono trovare anche uova di formica congelate ma io ne sconsiglierei l’uso per due motivi principali:

- Etica: la vendita ed il commercio di tali uova è illegale e quindi, di fatto, tali attività sono proibite in tutti gli stati europei. La loro raccolta è severamente vietata e sanzionata dalle autorità competenti perché cosi facendo, in modo diffuso, si altera l'equilibrio naturale, specialmente per ciò che riguarda la salvaguardia del patrimonio boschivo. Le formiche, in particolare, tengono sotto controllo la crescita eccessiva di insetti dannosi alla flora, alle conifere in modo particolare (processionarie, afidi, ecc...). Il fatto “provato” che il commercio di uova di formica sia illegale è dimostrato dalle confezioni poste in commercio, ovvero sono totalmente anonime, sprovviste di qualsiasi etichetta o indicazione inerente il contenuto, il produttore ed il luogo di provenienza.

- Genuinità: tali uova vengono solamente surgelate e quindi potrebbero contenere alcuni germi o altri microrganismi non eliminabili col solo processo di surgelazione, ovviamente non essendo completamente “sterili” mantengono dei rischi di contaminazione. 

Per mia esperienza personale posso testimoniare che l’uso delle uova di formica non è essenziale, neanche durante i primi giorni di vita dei piccoli e neanche per le specie di fringillidi più esigenti o che diventano quasi esclusivamente “insettivore” durante i primi giorni di vita dei piccoli, (ad esempio Fringuelli, Peppole, Zigoli, Ciuffolotti, ecc..), men che meno per le specie meno esigenti in fatto di proteine (Cardellini, Lucherini, Organetti, ecc..), possono essere benissimo sostituite con camole del miele, larve della mosca carnaria o tarme buffalo. Per chi volesse prepararsi tali larve “in casa”, o perchè non si fida dei prodotti surgelati del commercio, che potrebbero essere stati soggetti a variazioni di temperatura durante il trasporto, senza contare i costi elevati e le difficoltà di consegna, oppure perché è impossibilitato ad acquistarle già pronte, descrivo nel seguito il processo di preparazione da me adottato, in particolare per le tarme della farina, tarme buffalo, larve della mosca carnaria e camole del miele. Tale procedimento, nel corso degli anni, in base al feedback derivato dall'uso in allevamento, ha subito diverse modifiche fino a raggiungere l'attuale procedura che si è rivelata "ottimale".

Acquisto: E’ possibile acquistare queste larve nei negozi di animali, nei supermercati oppure nei negozi specializzati in articoli di caccia e pesca. Evitare assolutamente le larve “colorate” (larve della mosca carnaria o camole del miele) il che significa che sono state alimentate con coloranti e quindi sono indirizzate alla pesca e non all’alimentazione degli uccelli. Evitare inoltre le larve trattare con battericidi, in particolare le larve della mosca carnaria, chiedere sempre assicurazione al negoziante o rivenditore specificando l’uso che se ne farà, ovvero per alimentazione di uccelli.

Spurgatura: Tale procedimento viene attuato, normalmente, per le tarme della farina, che devono essere poste per qualche giorno in un recipiente contenente pangrattato oppure, meglio ancora, crusca di frumento e mantenuto in ambiente fresco. Non utilizzare contenitori troppo profondi e non superare lo strato di un centimetro per evitare che le tarme, cosi “pigiate”, si riscaldino troppo o possano soffocare.

Lavaggio: Il lavaggio è consigliato per le tarme della farina e per le larve della mosca carnaria (cagnotti). Prima di procedere al lavaggio è buona norma setacciarli in modo da rimuove qualsiasi residuo di crusca, pangrattato o segatura. Procedere quindi al lavaggio delle larve risciacquandole e scolandole alcune volte finchè l’acqua di risciacquo diventi limpida. Questo procedimento elimina quasi completamente eventuali residui ed evita che si propaghino odori sgradevoli durante il processo di bollitura.

Bollitura: Consente di distruggere ogni forma di vita microbica liberando le larve dai germi o da eventuali altri microrganismi.

Io, normalmente, visto che preparo discrete quantità di larve (da uno a due chili per volta a seconda della disponibilità e del tipo di larve) eseguo la bollitura all’esterno, in giardino, su fuoco a legna. A tale scopo mi sono costruito un piccolo forno a legna rudimentale, ma molto efficace, ottenuto usando un secchio di metallo al quale ho applicato un’apertura (finestra) laterale per facilitare l’introduzione della legna, alcuni fori nel lato opposto per l’areazione (ventilazione), ed ho aggiunto un supporto per l’appoggio della pentola nella parte superiore. Per piccole quantità di larve è comunque possibile eseguire il processo di bollitura usando un normale fornello da campeggio, oppure usando direttamente i fornelli della cucina, in questo caso è necessario eseguire scrupolosamente i processi di preparazione e lavaggio descritti sopra, per evitare il diffondersi di cattivi odori, specialmente nel caso si preparino larve della mosca carnaria. Quindi, per prima cosa, mettere dell’acqua a bollire in dose abbondante rispetto alle larve da bollire, la proporzione acqua/larve deve essere spprossimativamente non meno di 4/5 a 1, ovvero 4 o 5 litri d’acqua per ogni kg di larve. Quando l’acqua bolle aggiungere le larve. L’acqua a questo punto cesserà di bollire a causa della massa fredda di larve aggiunte. Il realtà non si tratta di una reale bollitura, ma più semplicemente di una “scottatura” in acqua bollente, in modo che le proprietà nutritive delle larve non vengano perse nel processo prolungato di bollitura. Quindi bisogna fare molta attenzione ed iniziare il conteggio del tempo di “scottatura” solo quando l’acqua riprenderà a bollire dopo aver aggiunto le larve e non dal momento in cui vengono immerse nell’acqua in ebollizione. Il tempo di “scottatura” può essere da uno a due minuti, a seconda del tipo, delle dimensioni e della consistenza delle larve. Indicativamente, un minuto per le tarme della farina e le tarme buffalo, due minuti per le larve della mosca carnaria e le Camole del miele. Perché questo procedimento abbia l’effetto desiderato è consigliabile non trattare grosse quantità di larve per volta, in modo che il processo di “ribollitura” dell’acqua non prenda troppo tempo. Al termine della “scottatura” bisogna scolare le larve versando il contenuto della pentola in un setaccio oppure in un colino e quindi, subito dopo, in un secchio contenente acqua fredda rimescolando abbondantemente in modo che le larve si abbassino bruscamente di temperatura. Questa operazione è molto importante in quanto sottopone gli eventuali batteri residui ad uno shock termico che li neutralizza. Lasciare le larve in acqua fredda per qualche minuto e poi scolarle versandole di nuovo nel setaccio o colino usato in precedenza. Quindi coprire con un panno il setaccio o colino, ponendolo in posizione obliqua in modo da favorire il drenaggio dell'acqua residua.

Frollatura: E’ il processo di “stagionatura” di pochi giorni che si applica alle carni macellate, mantenendole in ambiente igienico in condizioni di media temperatura ed umidità, che le fa diventare più tenere e saporite. Per le larve il tempo di “frollatura” dovrebbe essere di almeno 24 ore in modo da renderle particolarmente tenere e digeribili, specialmente se dovranno essere fornite nei primi giorni di vita dei piccoli. Bisogna fare molta attenzione nel porre il setaccio con le larve in ambiente fresco ed igienicamente adatto e coprirlo con un panno, oppure stendere le larve su di un panno pulito e ricoprirle con un altro panno (quelli di cotone per asciugare i piatti vanno benissimo). Si può usare anche della carta assorbente da cucina, i famosi rotoloni vanno benissimo.

Surgelazione: Processo di congelamento a bassissima temperatura per garantirne la lunga conservazione delle larve, senza che ne vengano compromesse le proprietà organolettiche e nutritive. Al termine della fase di “frollatura” le larve possono essere finalmente surgelate. E’ consigliabile usare tanti piccoli contenitori a seconda del fabbisogno giornaliero di allevamento, in modo da poter facilmente scongelare la quantità di prodotto necessario. Si possono usare i contenitori di plastica dello yogurt, oppure piccole buste di plastica. Evitare di comprimere le larve all’interno del contenitore per evitare che le larve, durante il congelamento, si attacchino una all’atra diventando cosi una massa unica. Inserire poi i singoli contenitori in un sacchetto o busta di plastica, chiudere tale involucro ermeticamente con apposito laccio e porlo nel congelatore appoggiato ad una parete.

Scongelamento: Per riportare a temperatura ambiente le larve surgelate è preferibile estrarle dal congelatore la sera prima e lasciarle nel loro contenitore a temperatura ambiente in modo che scongelino lentamente. Oppure possono essere scongelate usando altri metodi più veloci: a bagnomaria in acqua calda, tramite forno a microonde, ecc..

Angelo Fumagalli