Mercoledì 17 Ottobre 2018

Acari

Gli acari negli uccelli, biologia e patologia di questi fastidiosi insetti.

La presenza di acari in un allevamento aviario rappresenta una delle problematiche più comuni ma purtroppo anche più fastidiose che si possano riscontrare in un allevamento di uccelli ornamentali, in un negozio, in un garden. In questo articolo abbiamo si raccolgono alcune informazione che pensiamo qualsiasi negoziante, allevatore o singolo appassionato detentore di uccelli ornamentali debba conoscere per fronteggiare senza paura una eventuale infestazione da acari.

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Canarini, problemi nel nido

Il sogno di moltissimi padroni di canarini è assistere alla crescita di una bella nidiata di questi affascinanti pennuti. Tradizionalmente in Italia i canarini vengono accoppiati il 19 marzo, nel giorno della ricorrenza di San Giuseppe.

Per la riproduzione dei canarini viene solitamente scelta una gabbia rettangolare in cui il lato lungo misura circa 60 cm. Nella gabbia da cova entra per prima la femmina, che avrà modo di ascoltare il canto di corteggiamento del maschio (in un’altra gabbia).

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Evoluzione della proventricolite degli uccelli

Nidiaceo morto
Introduzione: L'apparato digerente degli uccelli e' colpito frequentemente da fenomeni patologici, a causa del metabolismo molto elevato di questi animali, che possono risultare in breve tempo fatali; infatti vivono con dei ridotti margini di sicurezza metabolica e se privati di acqua e cibo possono morire di fame in poco tempo (Zucca P. e altri 1999). La proventricolite, eventualmente associata ad altre forme morbose, e' una delle malattie più frequenti ed importanti sia nel Canarino che in altri uccelli (Tonelli I.O. n.3/94).

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Gli acari pericolosi per gli uccelli

Una minaccia da non sottovalutare 

L’Acariasi respiratoria è una malattia parassitaria causata da un acaro denominato Sternostoma tracheacolum. 

Il parassita, di piccole dimensioni e dal colorito nerastro, vive e si riproduce nella trachea, nei bronchi e nei sacchi aerei dei volatili parassitati, nutrendosi del loro sangue e svolgendovi l’intero ciclo vitale che è compreso tra le 2 e le 3 settimane.
La trasmissione degli acari dagli uccelli parassitati a quelli sani avviene, il più delle volte, attraverso l’assunzione di cibo ed acqua contaminata dalle uova degli acari (eliminate dal volatile infestato attraverso colpi di tosse e feci).

Il Vaiolo del canarino, un nemico in gabbia

Basta una puntura di zanzara per mettere in pericolo la vita dei nostri amici volatili: il vaiolo del Canarino è una malattia da non sottovalutare...

Le malattie virali negli uccelli ornamentali sono lo spauracchio di molti allevatori ed il vaiolo non fa certamente eccezione alla regola. A causare la malattia è un "poxvirus” che può infettare uccelli di numerose specie, anche se il Canarino è il volatile che più frequentemente di altri paga un forte tributo a questo virus.

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L'Emocromatosi negli uccelli

IL FERRO CHE UCCIDE: Se l’organismo assume ferro in eccesso rispetto al proprio fabbisogno, accade che tale elemento si accumuli nelle cellule del fegato e di altri organi. I danni possono addirittura uccidere il nostro amico volatile.

La patologia in questione è chiamata Emocromatosi. Gli uccelli affetti da Emocromatosi hanno  difficoltà respiratorie e, a causa delle alterazioni epatiche, presentano molto spesso addome rigonfio. A questi sintomi segue ben presto la morte. 
 
"Fruttivori” a rischio: Anche se la causa della malattia non è ancora stata chiarita, sappiamo che certe specie sono più colpite di altre. L’Emocromatosi è frequente nei tucani, nelle maine, negli uccelli del paradiso e nelle tanagre, mentre tra i pappagalli vengono colpiti soprattutto lori e lorichetti.

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L'esame delle feci

Per le loro caratteristiche fisiologiche gli uccelli defecano moltissimo, anche 50 volte al giorno nel caso di animali di piccola taglia come i canarini o le cocorite.

Gli uccelli che ospitiamo nelle nostre case sono per molti versi più "selvatici” di altri animali che consideriamo pet. Dal momento che in natura sarebbero prede abituali di altri animali, questi uccelli hanno conservato, anche in cattività, l’abitudine di mascherare il proprio stato di malessere in modo da non attirare possibili predatori.

La conseguenza di questo comportamento è che molto spesso i proprietari di uccelli ornamentali si accorgono della malattia dei propri animali solo quando la patologia è in uno stato già molto avanzato ed in queste condizioni le cure potrebbero essere infruttuose.

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L'uso degli antibiotici nei volatili

Anche negli uccelli ornamentali gli antibiotici rappresentano un’arma essenziale per combattere numerose malattie, ma spesso sono impiegati in modo non corretto.

Quale scegliere?

Gli antibiotici sono attivi verso batteri, funghi (in questo caso sono chiamati "antimicotici”) ed alcuni parassiti (Protozoi); non sono attivi verso i virus e non svolgono azione preventiva nei confronti di alcuna malattia. Quindi non ha alcun senso la pratica comune a molti allevatori di uccelli di trattare ciclicamente con antibiotici per prevenire future malattie in allevamento. Alcuni antibiotici sono attivi contro numerosi microrganismi e sono definiti, per questo motivo, "ad ampio spettro”, al contrario di altri che svolgono un’azione antimicrobica selettiva verso determinati germi patogeni.

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La Coccidiosi nel Cardellino

Il volatile malato si mostra sonnolento e con il piumaggio arruffato; spesso coesistono sintomi neurologici come barcollamenti, torcicollo e difficoltà a stazionare sul posatoio. Se la malattia colpisce le femmine in deposizione si può avere ritenzione delle uova con morte frequente delle femmine sul nido. I novelli appena svezzati e fino alla prima muta sono i più vulnerabili per il loro sistema immunitario ancora non completamente sviluppato e perché lo stress della muta abbassa ulteriormente le difese immunitarie. Ogni evento stressante, tuttavia, può attivare un’infezione coccidica latente e trasformarla in coccidiosi clinicamente manifesta. La maggiore virulenza dei coccidi del genere Atoxoplasma amplia la recettività all’infezione per cui non è insolito che vengano colpiti anche soggetti adulti, specie se si trovano nelle condizioni di “stress fisiologico” del periodo riproduttivo. L’Atoxoplasmosi è particolarmente frequente nel Cardellino ed in altri carduelidi europei e sudamericani (Lucherino testa nera, Negrito della Bolivia, ecc.).

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La malattia del Fegato grasso

Il fegato degli uccelli è molto voluminoso e facile bersaglio di molti agenti patogeni: virus, batteri, parassiti e sostanze tossiche possono causare gravi problemi epatici, fino a mettere a repentaglio la vita stessa dei volatili.

Un organo "infarcito”: Tra le varie malattie che affliggono il fegato degli uccelli ornamentali la lipidosi epatica è forse quella più frequentemente osservabile nella pratica veterinaria.
In questa malattia si osserva una progressiva sostituzione delle cellule epatiche con grasso: quando il fegato ne è ormai in gran parte "infarcito” compaiono i primi sintomi, segno evidente del cattivo funzionamento dell’organo.

Respiro difficile: Gli uccelli affetti dalla lipidosi epatica mostrano generalmente difficoltà nella respirazione in quanto il grasso occupa anche gran parte dell’addome, comprime i sacchi aerei e riduce lo spazio respiratorio a disposizione del volatile. Le difficoltà nella respirazione sono osservabili soprattutto quando gli uccelli svolgono un’attività fisica, come il volo.

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La pododermatite

Se il canarino ha le zampe malate

Conosciuta soprattutto con il termine anglosassone "bumblefoot”, la pododermatite è un processo infiammatorio e degenerativo, complicato da infezioni batteriche, dei tessuti del piede di varie specie aviari. Il "bumblefoot” può interessare una od entrambe le zampe.

La patologia è ben conosciuta negli uccelli rapaci tenuti in cattività, ma non è rara in altri volatili tra i quali figurano varie specie di uccelli da gabbia (Canarini, Diamanti di Gould, Pappagalli) ed uccelli acquatici, in particolare cigni. Vari agenti microbici (Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Proteus.) possono determinare questa malattia, ma perché ciò accada è necessario che vi siano dei fattori predisponenti che rendano le strutture cutanee meno resistenti all’attacco di detti microrganismi.

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La ritenzione dell’uovo

La deposizione delle uova è un evento che normalmente avviene senza inconvenienti anche per gli uccelli allevati in gabbia o voliera. A volte, tuttavia, accade che la femmina non riesca a deporre uno o più uova e questo è un problema grave che può anche essere causa di morte.

La femmina che non riesce a deporre l’uovo resta generalmente accovacciata sul fondo della gabbia mostrando evidenti segni di malessere (inappetenza, respirazione affannosa, battito di coda). A volte l’uovo ritenuto comprime il nervo ischiatico e ciò può causare paralisi di una o, più raramente, di entrambe le zampe. La regione cloacale è generalmente rigonfia e molto spesso è facilmente individuabile la presenza dell’uovo attraverso la palpazione addominale.

Se (anche) il freddo fa male: Spesso la ritenzione dell’uovo avviene in femmine molto giovani o molto vecchie oppure se la deposizione avviene quando la temperatura esterna è piuttosto bassa.

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Malattie comuni

Puntura di zanzara Area peri-oculare e zampe. Talvolta con esito letale. Foruncolo (diagnosi differenziale con lesione vaiolosa, può evolversi in ascesso. Mettere zanzariera alle finestre. Terapia con Polaramin pomata 1/1000. Se con esito sanguinante, usare Cicatrene.
Ascessi Solitamente micro-ascessi, spesso provocati da stafilococco. Esiti di micro-traumi, canni= balismo etc. Localizzazione delle aree glabre. Usare pomata a base di Penicellina - pomata Eritromicina 3% .

Turbe nervose, neurologiche Meningismo, atassia, scordinazione nei movimenti. Tossicosi da inalazione o da ingestione, da fitofarmaci neurotossici presenti nelle verdure crude, in seguito a disinfezioni, ad uso di farmaci non tollerati dalla specie.
Encefalomalacia Carenza di vitamina E o Selenio. Terapia con Selevit della Fatro fiale: ml 0,1 sottocute.

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Megabatteriosi dei volatili, Caratteristiche Cliniche e Patologiche

Premessa: La megabatteriosi è una importante patologia che interessa alcune specie ornitiche, in modo particolare pappagallini ondulati, cacatua e fringillidi. Sebbene in passato si pensasse fosse un batterio, recentemente è stato dimostrato che l'organismo in questione possiede maggiormente le caratteristiche di un fungo. Benchè la varietà degli ospiti e l'incidenza della megabatteriosi siano in aumento, la conoscenza della patologia è stata ritardata dalla difficoltà incontrata nella coltivazione dell'organismo per un suo successivo studio. Questo articolo presenta una panoramica dell'organismo, della sindrome patologica, della diagnosi e del regime di trattamento.

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