Venerdì 19 Ottobre 2018

E ormai regola indiscussa, per la selezione italiana dell’avifauna ornamentale, la ricerca della massima ossidazione possibile per ogni varietà di colore considerate. Quando si parla di ossidazione ci si riferisce al grado di inscurimento di densità che il pigmento di natura melanica può acquisire attraverso un abbondanza quantitativa dello stesso e un fenomeno biochimico di modificazione che le molecole subiscono. Questa regola , valida tanto per il fenotipo ancestrale quanto per le varietà mutate, ha permesso di diversificare attentamente fenotipi che se mal selezionati potrebbero confondersi con le ovvie conseguenze. Tale modo di selezionare ha permesso negli anni il raggiungimento di un espressioni cromatiche eccellente,

frutto di un equilibrio impensabile fra il fenomeno più o meno marcato di delezione che comunemente comportano le mutazioni da noi selezionate e le capacità di estrinsecazione di un residuo di pigmento comunque presente ed evidente anche casi più mercati. Questo ha preservato il disegno ancestrale e la bellezza della specie,in quanto chiaramente riconoscibile anche in caso di estrema diluizione.

Tali presupposti selettivi dovrebbero diventare categorici per coloro che vogliono selezionare in modo corretto il Cardellino, fringillide la cui livrea ancestrale propone un’armoniosa combinazione di colori, accostati attraverso forme geometriche che compongono nell’insieme un disegno euritmico e precisamente definito, che deve essere preservato anche in presenza di mutazioni, le quali devono modificarne solo la colorazione originale.

“Linee pure” carta vincente della selezione:

Quando si parla di linee pure ci si riferisce ad un gruppo di soggetti, tecnicamente definibile popolazione, che presentano un patrimonio genetico assimilabile ad un'unica condizione. In altri termini si parla di “linee pure” quando i soggetti presentano fenotipo e genotipo uguali, e appartengono ad uno stesso gruppo parentale. In ornitofilia il concetto di “linea pura” assume normalmente contorni meno definiti, rifacendosi semplicemente all'origine del soggetto. In pratica definiamo ad esempio un Cardellino bruno proveniente da “linea pura” il soggetto proveniente da genitori omozigoti, quindi “puri” per il carattere colore del piumaggio,ovvero nato da due Cardellini bruni. Questo metodo di selezione non condiviso da tutti, ma efficace nei risultati, consente di predisporre l’organismo, alla migliore espressione richiesta di volta in volta in quella data fase di colore. Va per altro fatto notare che l’inserimento, nell’ambito di una “linea pura” strutturata per la selezione di una data mutazione, di soggetti ancestrali non viene considerato un inquinamento genetico, e in alcuni casi (generalmente per le mutazioni ossidate) produce un rafforzamento delle capacità dì espressione fenotipica. Questo perchè il patrimonio genetico dei soggetti ancestrali, integro nella sua costituzione apporta vigore ai soggetti selezionati.

Accoppiamenti così proposti, consentono nell’arco di poche generazioni di concentrare e/o attivare tutta una serie di meccanismi genetici atti a compensare il deficit prodotto dalla mutazione,semplicemente attraverso un potenziamento delle capacità residue di sintesi delle melanine di volta in volta considerata. Ad esempio accoppiamenti reiterati tra soggetti agata, consente di migliorare l'espressione delle tonalità melaniche grigie perchè se da un lato si rafforza il fenomeno degenerativo a carico dei pigmenti bruni (target diretto della mutazione), dall’altro lato spinge l'organismo a strutturare fenomeni di compenso risolvibili nell'aumento di ossidazione del residuo eumelanico, che apparirà pertanto del giusto tono.

Indicazioni sugli accoppiamenti:

Bruno: La selezione del bruno come mutazione definita a fenotipo ossidata va strutturata col presupposto di non perdere assolutamente carica melanica, ma consentire la massima espressione dei toni bruni. Va per tanto consigliato l'utilizzo costante di soggetti ancestrali portatori di bruno. Da evitare l’accoppiamento con isabella o satinè che producono indubbiamente diluizione . Viceversa le due varietà su menzionate a loro volta si avvantaggiano notevolmente di accoppiamenti con bruni portatori, mentre meno adeguato risulta l’accoppiamento con l’ancestrale troppo ricco di melanina nera.

Agata: La selezione dell’agata come gia accennato va fatta attraverso il reiterato accoppiamento in purezza, che produce ossidazione e pulizia del fondo. A tal proposito va ricordato che un Cardellino ha il fondo pulito quando il residuo di feomelanina è fortemente ridotto e l'eumelanina si esprime come grigia (nero diluito).

Un fondo pulito non si ottiene dal meticciamento con il lutino o peggio l' eumo. Questi accoppiamenti producono solo un eccesso di diluizione ovvero schiarimento e mai pulizia del fondo feomelanico.

Lutino: I migliori lutino sono uccelli in cui il disegno ancestrale è perfettamente apprezzabile e ben distinto dal fondo più chiaro. I toni sono brunastri quasi beige, prodotti dalla sola eumelanina fortemente diluita e non ossidata che appare pertanto grigio/brunastra. La migliore selezione si ha con gli ancestrali portatori di lutino.

Eumo: L’eumo ancora poco definito e sopratutto accettato nella sua vera natura genetica ad oggi credo sia la mutazione peggio selezionata. Ancora facilmente confondibile con cattivi agata portatori di lutino o appunto di eumo, non è ancora stato sottoposto ad un vero processo di selezione e ripulita dell’influenza prodotta dai vari meticciamenti. L’accoppiamento In purezza potrebbe ad oggi essere la strada più corretta per migliorare in modo adeguato la situazione.

Isabella: L’accoppiamento in purezza reiterato nel tempo determina eccessivo schiarimento da compensare con l'inserimento delle mutazione bruno,mentre controproducente risulta l'inserimento degli agata.

Conclusioni:

Quanto su riportato rappresenta un breve tentativo di dare indicazioni di massima a coloro che intendono iniziare una selezione tecnicamente valida del nostro splendido carduelide. Come principi generali possono essere o meno condivisi, ma sicuramente rappresentano un'applicazione appropriata e tecnicamente valida nella selezione obbiettiva del Cardellino, che necessita ormai in merito, di un rigore fermo e deciso, se vogliamo occuparci di selezione e non solo di riproduzione.

E’ tempo che un Cardellino abbia valore non solo perchè affetto da mutazione di colore, ma perché esprime questa “anomalia” nel modo più aderente agli standard di eccellenza di quella varietà su questa specie.

Francesco Faggiano