Sabato 20 Ottobre 2018

Per descrivere un Cardellino, è importante assegnare una denominazione alle varie regioni del corpo e questo per avere dei punti di riferimento ai quali riferirsi per la definizione dei colori e dei disegni caratteristici. Prendendo a riferimento il centro del corpo, tutte le altre parti possono essere definite come prossimali (vicine al centro), o distali (lontane dal centro). Nella descrizione è opportuno partire dalla parte distale superiore che è la testa, per poi passare ai suoi lati, alle parti inferiori, a quelle superiori codione compreso, alle ali, alla coda, al becco ed alle zampe. Dato che una descrizione della topografia, per quanto dettagliata possa essere, difficilmente chiarisce i concetti quanto un disegno,

rimando i chiarimenti allo schema seguente magistralmente realizzato da M. Piva:


La parte superiore della testa o pileo, a partire dal becco verso la parte posteriore, si divide in fronte, vertice e nuca. Se il colore del pileo è diverso rispetto alle zone circostanti si può parlare di calotta. La zona tra occhio e becco è la redine, se questa è di un determinato colore ed il disegno continua oltre l'occhio, possiamo individuare quest'ultima zona con il nome di solco retrooculare. La guancia può essere delimitata anteriormente da due disegni caratteristici detti mustacchi, o briglie. L'occhio, oltre alle ciglia, è dotato di una terza palpebra: la membrana nictitante. In genere alla testa si attribuisce anche la  zona del mento, mentre la gola si accomuna al collo (zona tra nuca e dorso sulle parti superiori, tra guance e spalline sui lati). Il collo è estremamente mobile in virtù dell'elevato numero di vertebre da cui è formato (14). Quando il Cardellino è in condizioni normali, il collo assume una posizione ad "U", in cui la curva centrale è la lordosi e le brevi curve esterne sono le cifosi. La zona della gola viene chiamata anche giugulare. Le parti superiori sono costituite dal dorso e dal codione (cresce sulla mandorla) e quest'ultimo rappresenta una "zona di elezione lipocromica" in molti uccelli ma non nel Cardellino. 

Le parti inferiori sono costituite dall'alto e basso petto, dal ventre (zona cloacale compresa) e dai fianchi. Sulle ali si trovano 10 remiganti primarie, 6 secondarie e 3 terziarie, esistono poi le copritrici, classificate in primarie, grandi, medie e piccole. Le piccole sono la "spallina". Le barre alari sono formate dalle orlature delle copritrici, mentre gli specchi alari dei Carduelis sono costituiti da zone lipocromiche sulle remiganti; le "perle" sono le orlature delle remiganti stesse. Le remiganti primarie crescono in corrispondenza della mano, le secondarie in quella dell'avambraccio e le terziarie in quella del braccio. La coda agisce come timone durante il volo e come freno in fase di atterraggio, la stessa è costituita da 12 timoniere e dalle copritrici sopra (10) e sotto (10) caudali. Le copritrici hanno esclusivamente uno scopo aerodinamico e cioè quello di raccordare la coda al corpo onde evitare pericolose turbolenze durante il volo. Medesimo scopo ha il paracerco (prolungamento del codione) ai lati della coda stessa. Le timoniere esterne generalmente sono più lunghe di quelle interne, il che conferisce alla coda un margine forcuto. Così come la coda contribuisce in maniera determinante alla lunghezza totale, allo stesso modo il becco influisce su quella della testa.

R.Esuperanzi