Venerdì 19 Ottobre 2018

Locale d'allevamento interno di PatrizioAllevo uccelli da sei anni, non poco data la mia giovane età (25). Nei mie allevamenti e' passato praticamente di tutto, dal Cardinalino del Venezuela (Carduelis Cucullata), al Lucherino Eurasiatico (Carduelis Spinus) passando per gli immancabili Negriti della Bolivia (C. Atrata), comprati moribondi ad una cifra esorbitante, a quell'appuntamento annuale che noi appassionati aspettiamo più del natale: Reggio Emilia!!! Ma nel 1999, stanco della solita frittura mista che riempiva le mie gabbie

(ma necessaria per fare esperienza), decisi di concentrare le mie attenzioni su uno stupendo uccello, che fin da piccoli tutti noi appassionati abbiamo imbeccato, catturato, maltrattato, ammirato nelle nostre campagne: il Cardellino (Carduelis Carduelis), il più bello dei Carduelidi, il re dei Carduelidi, al quale pittori e scrittori hanno dedicato dipinti e poesie. Tra tutte le sue Sottospecie quella che più mi ha colpito è stata la maior : il suo aspetto generale imponente e i colori più chiari e meglio definiti (nella mutazione Agata raggiunge il massimo, la Bruno un po' perde) lo rendono veramente stupendo. Decisi di costruire un nuovo allevamento, andai a trovare un mio amico di Cassino, Fulvio de Luca, per prendere alcuni spunti, e costruii delle voliere di 2mt x 2mt x 2mt (esagerato!) con un corridoio centrale e del Poliran sul fondo, piante vere all'interno (conifere), il tutto con doppia rete e corridoi di servizio. Nel novembre del 1999 inserii tre coppie, una per voliera. Tra queste, uno stupendo maschio Pastello nero-bruno (il mio primo Cardellino mutato, come potevo non citarlo!).


Coppia di CardelliniAlimentavo i miei cardellini con un misto composto nel seguente rapporto: 1 scagliola, 1\2 lattuga bianca, 1\2 cicoria nera (radicchio), 1\3 perilla, 1\4 cardo e semi piccoli di girasole (neri), poco più di un cucchiaino a soggetto per 24 ore (devono mangiare tutti i semi anche la scagliola!!!), grit e pezzettini di gusci d'ostriche da me ancora più finemente tritati con l'aggiunta di sali minerali e un cucchiaino di Quicomed per chilo, acqua fresca tutti i giorni e una camola del miele a settimana (a soggetto). A proposito di insetti, ho l'impressione che la sottospecie maior abbia bisogno di più proteine animali anche durante il periodo di riposo invernale. Arrivate le tre coppie a marzo senza nessun problema, cominciai ad arricchire la loro dieta con semi immaturi, tarassaco, centocchio, ecc. Il 27 marzo vidi una delle femmine girare con il materiale per il nido nel becco, misi così infrascati tra le piante i cestelli di vimini, ma non successe niente fino al 20 giugno!!!! Quel giorno, quasi all'unisono, due femmine costruivano il nido, che ultimarono in 3 giorni e con 1 giorno di differenza deposero una 4 e una 5 uova. I maschi erano in gran forma amorosa e già pregustavo il mio primo successo. Ma non fu cosi!! Il caldo torrido che venne da lì a pochi giorni (nelle voliere 39 gradi!) rovinò tutto: una femmina abbandonò i novelli ad otto giorni, mentre l'altra continuò caparbiamente fino a svezzare quasi completamente 2 pullus (pastello per giunta!). Tale femmina aveva a disposizione, per tre volte al giorno, niger e canapuccia cotti miscelati ad un pastoncino secco, uova di formica (da me raccolte sotto i sassi e non essiccate), mela ed il normale misto. Uno dei due pullus lo trovai morto a 40 giorni in fondo alla voliera (eravamo ormai a 38-39 gradi costanti) e l'altro si salvò, ed ora, finito di mutare, e' un bel maschio portatore di Pastello. Tutte le coppie andarono in falsa muta, e addio sogni di gloria.

Cardellino maschio PastelloIl Cardellino va in amore con luce naturale molto tardi, arriva anche a finire l'ultima cova a settembre, e chi abita in città molto calde come la mia rischia di rovinare tutto. Quest'anno ho costruito un nuovo allevamento (vedi foto) e ai benefici raggi solari aggiungerò un apparecchio alba tramonto, provando ad anticipare la deposizione a marzo. Le voliere sono senza dubbio un ottimo sistema per veder deporre sicuramente il Cardellino ma vanno ben progettate. Non devono essere troppo esposte ai venti d'inverno e nello stesso tempo devono essere molto arieggiate d'estate. Considero una buona idea costruirle sotto un bel boschetto o sotto grandi alberi che assicurano l'ombra per buona parte della giornata. La temperatura in estate non deve superare i 30 gradi, altrimenti i nostri uccelli saranno tutto il giorno impegnati a trovare il punto più fresco della gabbia, perdendo ogni stimolo riproduttivo, o, nella peggiori delle ipotesi, andranno in falsa muta.

CardellinoIn natura il Cardellino risolve questo problema nidificando in punti molto freschi e ventilati, mentre in una voliera siamo noi a decidere dove dovrà fare il nido, dato che è "costretto" in un piccolo "territorio". Con la speranza che nessuno di voi faccia il mio stesso errore, concludo dicendovi che ho aumentato le mie coppie: ora ne ho sei e ho anche dei bellissimi Agata. Spinto dall'entusiasmo che ho e che il mio amico Massimo Natale alimenta, spero di raccontarvi il prossimo anno una "stagione a lieto fine". Chi volesse mettersi in contatto con me può farlo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. alla mia casella di posta elettronica o telefonandomi allo 0766540786 ore serali.

Patrizio Carraffa