Mercoledì 17 Ottobre 2018

Echinacea è un genere di piante erbacee perenni della famiglia delle Asteraceae, originarie del Nord America, comprendente nove specie d'interesse ornamentale ed erboristico.

Introduzione: Nella moderna serinicultura sono stati introdotti numerosi integratori alimentari utilizzati come functional feed ossia come mangimi in grado di apportare effetti benefici sulla salute degli animali. L’utilizzo di echinacea quale integratore alimentare, nonostante l’elevato costo, ha riscosso negli ultimi tempi un grande successo tra gli allevatori.

Cenni botanici: Con il termine “Echinacea” vengono indicate varie specie di piante endemiche del Nord America. L’Echinacea appartiene alla famiglia delle Compositae: la nomenclatura e la delimitazione di questo genere con la differenziazione tra le varie specie è molto difficile e complessa. In terapia vengono utilizzate esclusivamente le specie E. purpurea, E. angustifolia e E. pallida. Le piante del genere Echinacea sono per lo più perenni, con infiorescenze a capolino, generalmente solitario e fiori ligulati per lo più sterili. I fiori presentano al centro una brattea rigida e acuminata dalla quale deriva il nome la cui radice greca “echinos” significa riccio. I fiori ligulati nelle sfumature dal rosa al porpora, fanno dell’Echinacea anche una bellissima pianta ornamentale. I frutti sono acheni quadrangolari.

Diffusione: L’Echinacea è originaria del Nord America, dove è assai diffusa nelle Great Plains tra le Appalachian Mountains a est e le Rocky Mountains a ovest. Questa pianta è certamente una delle più conosciute ed utilizzate nella medicina popolare ed empirica.

La storia: L’Echinacea fu un medicamento fondamentale per gli indiani. Venivano usate soprattutto le radici, dell’E. angustifolia ed E. pallida, due specie botanicamente molto simili tra loro, che possono confondersi facilmente. Essi applicavano impiastri di radici a tutti i tipi di ferite, morsi e punture di insetti, e morsi di serpenti. L’Echinacea serviva inoltre per la preparazione di collutori per il mal di denti e gengive doloranti, e infusi per raffreddore, vaiolo, morbillo, parotite epidemica e artrite. Ben presto anche i coloni bianchi vennero a conoscenza delle proprietà terapeutiche di questa pianta, ma il suo impiego rimase circoscritto all’ambito della medicina popolare fino al 1870 quando un fornitore di specialità medicinali, il dott. H.C.F. Meyer la usò come ingrediente nel suo rimedio “Mayer’s Blood Purifier”. Questo preparato fu presentato come una sorta di panacea efficace nel trattamento di intossicazioni del sangue, del morso del serpente a sonagli e di tutta una serie di altre malattie. L’Echinacea conosce in questo periodo il momento di massima diffusione in America anche se ufficialmente solo nel 1916 viene ammessa nel “National Formulary of the United States”, che riconosceva come officinali indistintamente sia le radici di E. angustifolia che quelle di Echinacea pallida.

L’uso terapeutico dell’Echinacea successivamente arrivò anche in Europa, in particolare in Germania, qui venne ulteriormente ampliato tanto che questa droga venne usata anche nel trattamento dei reumatismi, delle ulcere, delle malattie oculari e anche nel trattamento della sifilide. Negli anni ‘30 l’Echinacea angustifolia compare tra i medicinali omeopatici, anche come antitumorale sottoforma di Tintura Madre ottenuta dalla pianta intera fiorita. Con l’avvento degli antibiotici, dato che veniva utilizzata soprattutto come antibatterico, cadde in disuso. Il ritorno al naturale e soprattutto le nuove conoscenze sulla funzionalità del sistema immunitario hanno rivalutato enormemente questa pianta indicata come potente immunostimolante.

Principi attivi e funzione immunostimolante: Le molecole di interesse farmaceutico estraibili da Echinacea si accumulano generalmente negli apparati radicali. Nelle Echinacee sono contenuti numerosi composti chimici, caratterizzati da polarità estremamente diverse e, in qualche caso, distribuiti in maniera diversa tra le tre specie medicinali. Considerando la struttura chimica è possibile suddividere questi composti nelle seguenti classi: glicoproteine, polisaccaridi, flavonoidi, derivati degli acidi ferulico e caffeico (echinacoside, acido cicorico, acido clorogenico e isoclorogenico), alcammidi e polieni. Stoll et al. (1950) hanno dimostrato che le radici di Echinacea angustifolia hanno potere antibiotico su Streptococcus e Staphyloccus aureus. Ma forse la scoperta più interessante riguarda la grossa quantità di molecole (polisaccaridi attivi) dalle proprietà immunostimolanti contenuti nella parte aerea e radicale di queste piante (Wagner and Proksch 1985, Wagner et al. 1985). Questi recenti studi farmacologici hanno dimostrato che un apporto giornaliero di 10 mg/kg di polisaccaridi per un periodo di dieci giorni stimola il sistema immunitario.Tali molecole hanno la capacità di stimolare l’attività del sistema immunitario, potenziando le funzioni delle cellule natural killer e la citotossicità anticorpi‑dipendente delle cellule mononucleari del sangue periferico.

L’Echinacea contiene dei polisaccaridi ad alto peso molecolare caratterizzato da una struttura base di acido poli-galatturonico con presenza di parziali carbossimetilazioni e acetilazioni a cui sono associati ramno-galattomannani. attivano l’azione immunostimolante attraverso il sistema aspecifico. Questa serie di eventi avviene attraversi siti di legame tra gli zuccheri e i recettori opsonino-indipendenti. Questi ultimi innescano, attraverso la via di complemento alternativa, la risposta aspecifica, la quale non necessita della presenza di anticorpi. Questo meccanismo funziona come prima linea di difesa dalle infezioni, in quanto precede la risposta specifica di alcuni giorni.

Il meccanismo di immuno- stimolazione sopra descritto è basato su molecole idrosolubili estratte dall’echinacea. Recenti studi condotti da Bauer e Wagner (1991) hanno dimostrato la rilevanza nella immunostimolazione di altre molecole liposolubili quali le alchillammidi (contenute soprattutto a livello radicale) che danno un contributo considerevole all’attività immunostimolante degli estratti alcolici dell'Echinacea.

È da sottolineare che la maggior parte degli effetti benefici della pianta è stata verificata in vitro, mentre non ci sono ancora risultati univoci sugli effetti da somministrazione orale.

Utilizzo ornitologico: L’utilizzo ornitologico della pianta potrebbe risultare efficace per il trattamento di uccelli debilitati e con scarse capacità immunodifensive. Attualmentenel settore ornitologico l’echinacea viene commercializzata come seme da somministrare ai granivori. Una forma alternativa di somministrazione potrebbe basarsi sulle parti della pianta notoriamente ad elevato contenuto di polisaccaridi ossia foglie e radici. Purtroppo le attuali preparazioni erboristiche e farmaceutiche dell’echinacea si basano su estratti idroalcolici difficili da somministrare agli uccelli. Inoltre le informazioni derivanti dall’utilizzo di tali preparati per via orale sono discordanti. Una modalità alternativa di somministrazione di echinacea agli animali potrebbe essere costituita dalla somministrazione di radici liofilizzate, sminuzzate e aggiunte al pastoncino.

Il processo di liofilizzazione consente di conservare gli alimenti a temperatura ambiente anche per un lungo periodo. Si basa sul principio per cui, togliendo la componente acquosa presente in ogni alimento in quantità variabile, esso si conserva senza rischi di degenerazione o contaminazione da germi. L'acqua infatti viene eliminata completamente, impedendo ai germi, patogeni e non, di riprodursi e contaminare i cibi. La perdita di acqua quasi totale (circa il 98%) non compromette le proprietà nutritive e i sapori dei cibi.

La moderna tecnica di liofilizzazione prevede l'eliminazione dell'acqua operando dapprima a bassissime temperature e sotto vuoto, garantendo uno standard igienico molto elevato. La grande diffusione dei prodotti liofilizzati si deve alla facilità di conservazione (a temperatura ambiente) e al trasporto e immagazzinamento (sono molto leggeri e facilmente trasportabili in grandi quantità). L'elevato standard igienico ne ha fatto uno dei metodi più efficaci per la preparazione e la conservazione dei cibi per i neonati. La liofilizzazione lascia inalterati, oltre al contenuto proteico, anche caratteristiche nutritive più delicate, come le vitamine e i sali minerali, oltre a lasciare immutato il sapore e gli aromi contenuti negli alimenti.

La liofilizzazione richiede un processo industriale notevolmente sofisticato e ciò è un'ulteriore garanzia di controlli accurati e di alto standard igienico. Inoltre, poiché la sola eliminazione dell'acqua è una garanzia di conservazione non è necessario aggiungere conservanti o additivi.

Il prodotto, ottenuto dalla liofilizzazione delle radici di echinacea, potrebbe essere aggiunto con estrema semplicità, dopo essere stato polverizzato, al normale pastoncino. Tale preparato verrebbe somministrato ad animali stressati e debilitati, ottenendo così un “functional feed” che potrebbe diminuire l’erronea pratica della somministrazione preventiva di antibiotici e sulfamidici.

La sperimentazione delle proprietà immunostimolanti dell’echinacea somministrata per via orale agli uccelli allevati in cattività potrebbe aprire nuovi orizzonti alla moderna ornitologia e forse fornire interessanti risposte alla ricerca medica e veterinaria.

Giampaolo Raimondi