Mercoledì 17 Ottobre 2018

I Fringillidi sono sensibili a numerose malattie infettive ad eziologia batterica, virale, micotica o parassitaria. Alcune di queste sono strettamente specie specifiche (una sola specie è sensibile ad un dato agente patogeno), altre sono comuni ad un gruppo più vasto di uccelli o potenzialmente a tutti i volatili da gabbia. Comprendere quali specie siano sensibili ad una determinata malattia infettiva e come questa infezioneCardellina in natura intenta all'imbecco della numerosa prole possa introdursi in allevamento è della massima importanza per poter eseguire opportune misure di profilassi. La prevenzione delle malattie infettive in patologia aviare è probabilmente ancora più importante che in altri settori della veterinaria poiché molto spesso gli uccelli manifestano i sintomi di una malattia solo nel momento in cui il processo patologico è in uno stadio avanzato; in natura,

infatti, un uccello malato è solito "mascherare" la propria condizione patologica al fine di evitare l'aggressione da parte dei predatori (i Fringillidi sono prede abituali di molti animali) ed è probabile che tale istinto sia mantenuto anche in cattività. In molti casi, quindi, solo un occhio molto attento può svelare precocemente una malattia in atto in un singolo volatile o in un intero gruppo di uccelli. La profilassi igienico-sanitaria risulta essere particolarmente importante in campo aviare dal momento che, a differenza di quanto avviene per molti animali domestici, non esistono in commercio sufficienti vaccini per prevenire le principali malattie.
Di seguito sono discussi i principali accorgimenti da seguire per prevenire le più comuni malattie infettive dei Fringillidi.

LA QUARANTENA
L'isolamento di ogni nuovo acquisto per un sufficiente periodo di osservazione (almeno due settimane e possibilmente in altro locale) prima dell'introduzione in allevamento è fondamentale per prevenire molte malattie. Per un uccello, infatti, non vi è niente di più pericoloso di un esemplare della stessa specie malato. L'isolamento, inoltre, giova anche al nuovo acquisto sia perché sottoposto ad un controllo maggiore da parte dell'allevatore sia perché in assenza di altri uccelli non subirà lo stress dell'improvviso inserimento in un nuovo gruppo. Idealmente gli uccelli in quarantena dovrebbero essere sottoposti a prelievo di feci e tamponi cloacali da inviare a laboratori diagnostici specializzati al fine di individuare precocemente possibili agenti patogeni. Quanto detto per i volatili di recente acquisto vale anche per soggetti del proprio allevamento di ritorno dalle mostre.

CONTATTO CON GLI UCCELLI D'IMPORTAZIONE
Tali volatili sono possibili serbatoi di svariate malattie infettive trasmissibili ai Fringillidi se vengono introdotti in allevamento senza adeguati controlli. Estrildidi ed altri Fringillidi esotici, ad esempio, frequentemente risultano essere infetti da Salmonelle e da Escherichia coli, mentre molti Ondulati vengono riscontrati positivi alla Chlamydia (agente eziologico della Psittacosi). Le infezioni Petto Nero di importazione in evidenti cattive condizioni di salute specie-specifiche, come ad esempio le Coccidiosi, possono essere trasmesse solo da volatili della stessa specie, ma è possibile che ciò avvenga anche tra specie affini. Negli anni passati è stata compiuta un'indagine (dallo scrivente, presso l'istituto di patologia aviare dell'Università di Napoli) che ha evidenziato come i casi di Salmonellosi in allevamenti campani di Canarini fossero strettamente collegati a simili casi, verificatisi nello stesso periodo, in uccelli d'importazione.

L'ALIMENTAZIONE
Gli alimenti hanno duplice importanza nella prevenzione delle malattie infettive. In primo luogo se contaminati da agenti patogeni possono essi stessi essere vettori di malattie. E' il caso ad esempio delle miscele di semi e dei pastoni, costantemente rinvenute contaminati, in misura variabile, da E.coli od altri Enterobatteri. D'altro canto una dieta sbilanciata nei propri elementi nutritivi (generalmente per eccesso di semi grassi) può condurre a gravi carenze vitaminiche, minerali od aminoacidiche. In particolare la carenza di vitamina A predispone i volatili a numerose malattie rendendo gli epiteli dei vari apparati più facilmente vulnerabili dagli agenti patogeni. La somministrazione di alimenti estrusi anche ai Fringillidi, come da tempo avviene in campo canino o felino, potrebbe rappresentare una valida smiscuglio di semi secchioluzione a questi problemi. L'alimento estruso, infatti, è esente da contaminazioni e contiene tutti gli elementi indispensabili per i volatili che, non potendo selezionare i semi che prediligono (e che generalmente sono i più grassi ed incompleti come quelli di niger), sono costretti ad assumere con i granelli di estruso un alimento completo.

L'ACQUA
E' di fondamentale importanza fornire agli uccelli acqua fresca per tutto il giorno in contenitori puliti. L'acqua deve essere sempre presente e non stagnante poiché potrebbe essere facilmente contaminata da vari agenti patogeni (in particolare lo Pseudomonas); da considerare la possibilità di dotare l'allevamento di abbeveratoi automatici a valvola direttamente collegati all'impianto idrico.

L'ALLEVATORE
In alcuni casi è proprio l'allevatore il responsabile della diffusione dell'infezione da un allevamento all'altro o da un soggetto all'altro del proprio allevamento. E' sempre buona norma non toccare i volatili presenti in un altro allevamento e lavarsi e disinfettarsi le mani prima di accedere nel proprio. Sarebbe opportuno utilizzare indumenti (camice, scarpe,…) da indossare unicamente quando si entra nel locale d'allevamento. Conviene sempre isolare ogni soggetto malato e, possibilmente, trasferirlo in altro ambiente. Ricordarsi di accudire i soggetti malati solo dopo aver provveduto ad accudire tutti quelli in buona salute. Non toccare, infine, direttamente con le mani gli alimenti (utilizzare sempre un apposito cucchiaio) soprattutto se precedentemente si è tenuto in mano un volatile (specie se malato) che potrebbe aver lasciato sulle mani dell'allevatore le proprie feci che andranno a contaminare l'intero sacco di mangime. Questa evenienza accade in realtà molto più spesso di quanto si possa immaginare.

L'IGIENE DELL'AMBIENTE E DEGLI ACCESSORI
L'importanza della pulizia frequente sia delle gabbie che del locale di allevamento è ovviamente comprensibile a tutti. Sarebbe opportuno disporre di un numero doppio degli accessori (beverini, mangiatoie, posatoi,…) delle gabbie al fine di poter operare una sostituzione frequente di essi lasciando gli accessori usati in soluzioni detergenti e disinfettanti per almeno 24 ore. Conviene sempre dotare il fondo delle gabbie di griglie per limitare il contatto degli uccelli con le proprie feci poiché molte malattie si trasmettano per via oro-fecale.

INSETTI, TOPI E RATTI
Molti insetti (specie le mosche) sono potenziali vettori di agenti patogeni. Il locale di allevamento dovrebbe possedere zanzariere per impedirne l'accesso. La puntura delle zanzare, inoltre, non solo può irritare la cute degli uccelli, ma potrebbe trasmettere il virus del Vaiolo. La lotta ai roditori deve sempre essere intrapresa al più piccolo segno di presenza di questi animali in allevamento. Topi e ratti possono trasmettere numerose malattie ai Fringillidi (in primo luogo la Pseudotubercolosi), uccidere alcuni soggetti e contaminare i mangimi con le proprie feci ed urine. Porre sempre gli alimenti in bidoni di plastica o metallo (con coperchio forato per permetterne l'aerazione) per evitare tale contaminazione.

UCCELLI SELVATICI
Anche i volatili selvatici (specie i colombi) possono veicolare malattie qualora abbiano la possibilità (essi stessi o le loro feci) di penetrare in allevamento. In particolare gli uccelli insettivori non dovrebbero mai venire in contatto con i Fringillidi in quanto normalmente albergano nel proprio intestino batteri patogeni (come l'E. coli) per gli uccelli granivori.

CURE PRE-COVA
La somministrazione di antibiotici in assenza di alcuna patologia d'origine batterica accertata è assolutamente da evitare. L'antibiotico, infatti, non è un vaccino e non svolge alcuna azione preventiva contro le malattie. Spesso, inoltre, viene impiegato a dosaggi errati e per periodi di tempo non idonei per cui è molto facile che si finisca per intossicare i volatili o selezionare ceppi batterici resistenti che saranno poi molto difficili da eliminare qualora la malattia si manifestasse in allevamento. Gran parte dei farmaci antibiotici per uso ornitologico, inoltre, sono costituiti da principi attivi di antica generazione verso i quali molti ceppi batterci hanno oggi sviluppato una notevole resistenza.

ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI
Il ricorso ad una visita veterinaria specialistica in allevamento, corredata da opportuni esami di laboratorio, può prevenire la diffusione di varie malattie o arrestarne l'evoluzione specie se l'intervento è precoce. Sarebbe opportuno ricorrere a tali accertamenti (rivolgendosi ad un veterinario specializzato in patologia aviare) già nel periodo precedente la riproduzione; in questo modo è possibile accorgersi della presenza di eventuali agenti patogeni in allevamento o di soggetti portatori sani che potrebbero essere responsabili di trasmissione di malattie ai neonati o ad altri adulti nel momento in cui, con lo stress della riproduzione, calano le difese immunitarie dell'organismo.
Richiedere di effettuare l'autopsia su ogni canarino morto, anche se apparentemente la causa di morte è giudicata fortuita, può risultare utile per svelare e sventare eventuali malattie che di lì a poco si sarebbero potute diffondere a tutti i volatili dell'allevamento. Nel caso di malattie batteriche è molto importante poter giungere all'isolamento del germe e quindi eseguire un antibiogramma al fine di scegliere il miglior antibiotico da utilizzare nel caso specifico. La resistenza dei batteri agli antibiotici è, infatti, un problema molto serio nella terapia di varie malattie batteriche ed in particolare della Colibacillosi.

L'osservazione di alcune semplici regole, in conclusione, in luogo del frequente "bombardamento" con vari antibiotici può, senza dubbio, scongiurare gran parte delle malattie infettive dei Fringillidi ed al contempo determinare la produzione di soggetti in ottime condizioni di salute preservando lo stato sanitario degli stessi riproduttori.

Gino Conzo

Medico Veterinario, Specialista in Patologia Aviare,

Facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Napoli "Federico II"