Sabato 20 Ottobre 2018

Il cardellino fa parte dell’avifauna europea ed è un uccello che si presenta in molte varietà geografiche che hanno dato luogo a diverse riconosciute sottospecie, che sono la Carduelis carduelis major, balcanica, britannica, brevirostris, niediecki, londoni, tschusi e parva. Si è anche ambientato in molti altri posti al di fuori del nostro continente fino ad arrivare nel nord Africa, Uruguay, Argentina, Australia e isole Bahamas, dove ha dato origine ad un cardellino quasi completamente nero. E’ un uccello dal disegno e dai colori bellissimi che senza dubbio può essere considerato “l’esotico” dei nostri indigeni.

Alimentazione "allo stecco"

Alimentazione "allo stecco"
Pratica antica ma sempre piu' attuale

Accade ma non spesso, che alcune canarine nei primi giorni dopo la schiusa, stentano ad allevare con dovizia i nidiacei con conseguenti mortalità degli stessi per denutrizione. Succede, inoltre, che le lunghe ore notturne, nel caso non si ricorra ad una alimentazione artificiale programmata, costringono ad un lungo digiuno i novelli sino al punto che appena giorno non hanno piu' la forza di sollevare il capo per ricevere l'imbeccata. Voi direte " ma chi oggi non ricorre ad un programma di luce nei propri allevamenti. Ne esistono, sono coloro che allevano "all'acqua e sapone" che iniziano le cove al sopraggiungere della primavera quando la durata delle ore di luce diurne è sufficiente da consentire un ottimo stato amoroso dei riproduttori e una proficua alimentazione dei nidiacei. Una buona nutrice per istinto naturale già all'imbrunire alimenta a sazietà i piccoli in maniera che venga superato il digiuno della notte piu' agevolmente. Ma c'è sempre una percentuale di queste femmine che o per pigrizia non sono solerti nell'imbeccare a sufficienza i giovani.

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Allevare il cardellino

Il cardellino è facilmente riconoscibile per la macchia rossa sulla faccia e per l’ampia barra alare gialla. Il resto del piumaggio va dal bianco delle guance, al nero della nuca, della coda e della parte esterna delle ali, al marrone scuro del dorso. In cattività sono state create diverse mutazioni di colore come: major, bruno, eumo, satinè, lutino, agata, bruna e wit kop. Nel periodo della migrazione (ottobre/novembre) si trova in numerosi gruppetti nei pressi dei campi coltivati, dove poi si ferma numeroso fino a metà febbraio. Già da febbraio iniziano a formarsi le coppie che poi andranno a riprodursi, quindi si spostano isolate nelle campagne dove andranno a costruire i nidi, qui finite le cove si riuniscono in numerosi gruppetti e si fermano fino i primi di settembre.

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Cardellini Baliati

Quando si decide di cimentarsi nell’allevamento di specie delicate come il cardellino, uno dei dilemmi più ricorrenti riguarda senza dubbio la scelta di ricorrere o meno all’impiego delle balie.

Dato che in merito a quest’argomento le teorie sono molteplici, proviamo a valutare i pro e dei contro che questa pratica comporta:

Vantaggi:

  • Minori rischi di abbandono della prole.
  • Minor rischio di decessi nei primi giorni di vita.
  • Maggiori possibilità di sopravvivenza dei soggetti più deboli (mutati).
  • Migliore gestibilità delle covate (maneggio dei pullus, inanellamento, ecc.).
  • Maggior numero di soggetti prodotti ( le cardelline, non allevando depongono più volte).
  • Maggior numero di soggetti felicemente svezzati.

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Cardellino

Cardellino

Carduelis carduelis

Il cardellino (Carduelis carduelis Linnaeus, 1758) è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia dei Fringillidi.

  • Etimologia: Il nome scientifico della specie, carduelis, è un tautonimo, in quanto ripetizione di quello del genere: esso divenne tale quando la specie venne segregata dal genere Fringilla (dove l'aveva classificata Linneo nel suo Systema Naturae) per essere spostata in un genere a sé stante. Carduelis era il nome con cui questi uccelli erano conosciuti nell'antica Roma, derivante (come del resto la sua controparte italiana, di diretta derivazione latina) dalla pianta del cardo, dei cui semi (specialmente di quelli del cardo rosso) i cardellini sono notoriamente ghiotti.

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La mia esperienza con i cardellini

Locale d'allevamento interno di PatrizioAllevo uccelli da sei anni, non poco data la mia giovane età (25). Nei mie allevamenti e' passato praticamente di tutto, dal Cardinalino del Venezuela (Carduelis Cucullata), al Lucherino Eurasiatico (Carduelis Spinus) passando per gli immancabili Negriti della Bolivia (C. Atrata), comprati moribondi ad una cifra esorbitante, a quell'appuntamento annuale che noi appassionati aspettiamo più del natale: Reggio Emilia!!! Ma nel 1999, stanco della solita frittura mista che riempiva le mie gabbie

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La prevenzione delle malattie infettive dei fringillidi

I Fringillidi sono sensibili a numerose malattie infettive ad eziologia batterica, virale, micotica o parassitaria. Alcune di queste sono strettamente specie specifiche (una sola specie è sensibile ad un dato agente patogeno), altre sono comuni ad un gruppo più vasto di uccelli o potenzialmente a tutti i volatili da gabbia. Comprendere quali specie siano sensibili ad una determinata malattia infettiva e come questa infezioneCardellina in natura intenta all'imbecco della numerosa prole possa introdursi in allevamento è della massima importanza per poter eseguire opportune misure di profilassi. La prevenzione delle malattie infettive in patologia aviare è probabilmente ancora più importante che in altri settori della veterinaria poiché molto spesso gli uccelli manifestano i sintomi di una malattia solo nel momento in cui il processo patologico è in uno stadio avanzato; in natura,

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La selezione del Cardellino agata

INTRODUZIONE

La mutazione agata è forse la prima variazione di colore fissata sul Cardellino, ormai da quasi un ventennio ad opera del grande e stimato amico Paolo Gregorutti, partendo da una Cardellina di origine silvestre. Da quel lontano momento, che rappresenta  l’alba di un universo ormai tanto variegato quanto disordinato di cose ne sono successe, ma l’apprezzamento per questa cromia del Cardellino non si è assolutamente modificata. La mutazione agata rimane ancora la varietà più apprezzata nel settore degli indigeni in mutazione e in modo specifico nell’allevamento e selezione del Cardellino.

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La Spirulina (Spirulina platensis)

Un super integratore alimentare


La Spirulina un super integratore alimentare La Spirulina è una microscopica alga blu-verde (fitoplancton) a forma di spirale (origine del nome) che vive in acqua dolce, in particolare nei laghi dell’Africa e dell’America, comparsa sulla terra circa 3,5 miliardi di anni fa.  E’ stata una delle prime forme di vita vegetale in grado di sviluppare il processo di fotosintesi che, con la produzione e diffusione di ossigeno nell’atmosfera, ha consentito l’evolversi di forme di vita di livello superiore.

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La Topografia del cardellino

Per descrivere un Cardellino, è importante assegnare una denominazione alle varie regioni del corpo e questo per avere dei punti di riferimento ai quali riferirsi per la definizione dei colori e dei disegni caratteristici. Prendendo a riferimento il centro del corpo, tutte le altre parti possono essere definite come prossimali (vicine al centro), o distali (lontane dal centro). Nella descrizione è opportuno partire dalla parte distale superiore che è la testa, per poi passare ai suoi lati, alle parti inferiori, a quelle superiori codione compreso, alle ali, alla coda, al becco ed alle zampe. Dato che una descrizione della topografia, per quanto dettagliata possa essere, difficilmente chiarisce i concetti quanto un disegno,

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Linee guida per la selezione del colore nel cardellino

E ormai regola indiscussa, per la selezione italiana dell’avifauna ornamentale, la ricerca della massima ossidazione possibile per ogni varietà di colore considerate. Quando si parla di ossidazione ci si riferisce al grado di inscurimento di densità che il pigmento di natura melanica può acquisire attraverso un abbondanza quantitativa dello stesso e un fenomeno biochimico di modificazione che le molecole subiscono. Questa regola , valida tanto per il fenotipo ancestrale quanto per le varietà mutate, ha permesso di diversificare attentamente fenotipi che se mal selezionati potrebbero confondersi con le ovvie conseguenze. Tale modo di selezionare ha permesso negli anni il raggiungimento di un espressioni cromatiche eccellente,

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Storia di una cardellina pezzata

Ecco brevemente la storia di questa mia avventura con questa cardellina pezzata. Nell' ottobre 2002 ho ricevuto questa cardellina. A fine marzo 2003 è stata da me inserita in voliera di 2x2x2 con un bellissimo maschio ancestrale. Tuttavia, nonostante il continuo corteggiamento del maschio, di nidificare non ne volle proprio sapere. La cardellina pezzata trascorse l'inverno in voliera con il maschio. Non le facevo mai mancare l'ortica, l'erba cardellina (senecio) e centocchio, e specialmente il bagnetto, di cui andava pazza, lo faceva due - tre volte alla settimana.

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Uso delle larve nell'allevamento dei fringillidi europei

Negli ultimi decenni l’allevamento degli uccelli indigeni europei, i fringillidi in particolare, ha registrato un forte incremento, duvuto, in gran parte, sia alle leggi in materia, inerenti la salvagurdia della fauna autoctona europea, che ne vietano la cattura, il commercio e la detenzionene, sia al fatto che molti allevatori di canarini, al fine di dare nuovo impulso al loro hobby, hanno deciso di cimentarsi in tali nuove esperienze di allevamento ritenendole più interessanti ed eccitanti dei “soliti” canarini. Il “cambio” di allevamento pone una serie di interrogativi relativi al tipo di alimentazione più adatta, diversa da quella, eventualmente, usata per i canarini: misto di semi, pastoncini, proteine, verdure, ecc..

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